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Formazione Sessuologica


FORMAZIONE E INFORMAZIONE IN SESSUOLOGIA


La formazione in Sessuologia non puo' non prescindere da aspetti emotivi del terapeuta.L'ACCADEMIA ITALIANA DI SESSUOLOGIA , mediante lavori esperenziali individuali e di gruppo istruisce alla riflessione e alla consapevolezza della propria parte piu' nascosta che entra in gioco durante il processo terapeutico nella relazione col paziente.
Le argomentazioni relative alla sessualità e alla coppia possono portare fuori strada il terapeuta, a tal fine il modello trigenerazionale permette di fare un viaggio anche nella coppia dei propri genitori, che è la coppia che ogni persona porta stampata dentro di se'.

Non è a caso che tutti gli autori che si sono occupati di sesso dal 700 ai nostri giorni, hanno sempre premesso le loro opere giustificando la loro scelta con riferimenti al bene e alla salute dell'umanità temendo la condanna per essersi spinti oltre il limite consentito.
La sessualità si compone anche di contenuti inquietanti, presenta nel suo svolgersi immagini, fantasie, attività, vicende oscene e ripugnanti, dimensioni del disordine che rendono l'osservatore vulnerabile nel suo sforzo di obiettività, incerto nella sua capacità di comprensione e interpretazione e comunque lo costringono a coinvolgersi non solo intellettualmente, ma anche emotivamente; non si può dimenticare infatti che chi osserva è egli stesso parte della narrazione. Chi osserva possiede una propria sessualità, vive una dimensione sessuata e rischia di non individuare la distanza ottimale di osservazione esponendosi alla possibilità di mantenersi così vicino all'oggetto osservato da non potersi differenziare da esso, ottenendo immagini dai contorni imprecisi, sfumati, che tendono a confondersi e a sovrapporsi o, al contrario, di porlo così lontano da se da non vederne più le caratteristiche e i confini.
Eros e Venere per la loro vitalità e bellezza sono soliti essere chiamati a rappresentare l'archetipo della sessualità, ma essi non lo esauriscono. Un'altra dimensione deve essere assunta, quella della natura intesa nella sua manifestazione primitiva e antecedente alla organizzazione sociale e alla maturazione personale. Una natura dominata dal potenziale polimorfismo della pulsione sessuale, dal suo disordinato dinamismo, dalla sua possibilità di distruggere e preservare. Pan, né umano né divino, per metà uomo e metà animale, che si dice inventore della masturbazione, protettore dello stupro, Dio degli amori impossibili, causa degli incubi e dell'agoscia, si pone come la figura mitologica adatta a rappresentare quella componente della sessualità che rivendica alla natura la forza dell'impulso e la coscienza della sua inibizione.

“Accedere alla conoscenza sessuologica significa passare attraverso la depravazione che Pan rappresenta, attraverso la sua calda sensualità che diciamo animale per richiamare la spontaneità, la naturalità, la inevitabilità degli istinti. La sessuologia se vuole occuparsi realisticamente di sesso e sessualità non può prescindere dalla depravazione che è fuori, nell'oggetto di studio e dentro, nell'osservatore”.

Non si può comunque prescindere dalla necessità di suddividere ed analizzare, ne si può evitare di entrare in contatto con gli aspetti positivi e con quelli deteriori e preoccupanti e nemmeno possiamo ignorare il nostro essere sessuati.
Più facilmente che in altri ambiti del sapere si può dunque essere esposti all'inganno, e se pure questa consapevolezza non ci preserva dall'incorrere nelle numerose e possibili trappole, intendiamo comunque entrare nella narrazione cominciando da una storia, una semplice storia impossibile:

Forse era nato da poco, di certo era molto piccolo quando venne abbandonato ed era cresciuto da solo, protetto dal bosco e in compagnia degli animali.
Si nutriva di latte, di erba e di frutta e beveva poi l'acqua piovana che si raccoglieva in larghe foglie a forma di calice.
Non aveva bisogni di abiti e solo di notte, qualche volta, quasi scompariva dentro mucchi di foglie secche.
Gli piaceva camminare nel bosco per scoprirne gli angoli più nascosti, rincorrere gli animali e arrampicarsi sulla cima degli alberi più alti.
Aveva passato momenti di paura, ma oramai, erano forse trascorsi vent'anni, si sentiva sicuro.
Da qualche tempo aveva preso l'abitudine di recarsi ai margini del bosco dove scorreva un ruscello le cui acque sembravano dissetarlo assai meglio di quelle raccolte nelle larghe foglie a forma di calice.
Al di la del ruscello si vedevano ancora alberi e cespugli, di certo un altro bosco probabilmente simile al suo, ma non aveva mai superato quello stretto corso d'acqua, anche se rimaneva spesso li, a guardare, fantasticando.
Nell'altro bosco era avvenuto qualcosa di simile: una bambina, forse nata da poco, di certo molto piccola, era cresciuta da sola.
Anche per lei forse erano trascorsi vent'anni, anche lei si era nutrita di latte, di erbe e di frutta, non aveva bisogno di abiti e si copriva di notte con foglie secche.
Anche lei amava camminare nel bosco, rincorrere gli animali, salire sugli alberi più alti e, da qualche tempo, anche lei aveva scoperto quel ruscello dove andava di tanto in tanto perchè l'acqua sembrava dissetarla meglio e perchè incuriosita da quegli alberi e cespugli che vedeva di fronte.
Per diverso tempo i due giovani andarono al ruscello senza mai incontrarsi, fino a quando, un giorno, si trovarono, improvvisamente, uno di fronte all'altro.......

Come continuare, forse entrambi, spaventati, indietreggiano e si allontanano rapidamente per rifugiarsi dietro qualche riparo e poi voltarsi ancora e con cautela spiare sicuri quell'altro curioso essere con il desiderio di riavvicinarsi timorosi, oppure uno solo dei due (lei o lui ?) corre a nascondersi, ma è possibile anche che esitanti, si guardino volendo capire e quindi si accostino con l'intento di verificare il reale esistere di quella figura così differente eppure così simile, cercando un contatto. Possiamo immaginare che comincino, ma chi per primo avvalendosi dei nostri più primitivi mezzi di comunicazuione e quindi dopo essersi guardati con più attenzione si
annuseranno, prestandosi l'uno all'altro a quella preliminare ispezione per poi toccarsi con accortezza il viso e, prudentemente, ciò che appare così diverso: le linee addolcite dei contorni di lei la evidenza della muscolatura di lui, la presenza dei seni, la visibilità dei genitali.



Dal libro di Giogio Rifelli: Psicologia e Psicopatologia della Sessualità – Scione Editore Roma
 
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